06/02/2010 - Alcoa boccia la proposta di Palazzo Chigi (di Vittoriana Durante)
L’Alcoa ha bocciato ieri notte le proposte del Governo e gli spettri della chiusura degli impianti di Portovesme e della cassa integrazione per gli operai diventano sempre più reali.
Il no è arrivato nonostante Palazzo Chigi avesse confermato alla multinazionale americana, rappresentata dall’amministratore delegato per l’Italia Giuseppe Toia, le garanzie richieste sul decreto taglia-tariffe sull’energia elettrica. Forse però la situazione non è ancora del tutto compromessa: Toia ha chiesto altri due giorni di tempo per andare personalmente negli Stati Uniti e tentare di convincere il management dell’Alcoa che le soluzioni proposte sono questa volta favorevoli e poco attaccabili. I timori risiedono nella possibilità che la commissione europea sulle tariffe energetiche chieda di mettere mano al decreto energia varato dal governo italiano. Che però ha garantito che nei 60 giorni di tempo necessari per la conversione in legge del decreto, in caso di bocciatura della commissione europea, non verrà chiesto il risarcimento degli sconti sull’energia di cui Alcoa sta usufruendo dal 22 gennaio. L'azienda chiede maggiori garanzie e maggiore rapidità rispetto alla data del 22 marzo indicata dall'esecutivo. L'impegno di un'accelerazione dell'esame del decreto legge a Bruxelles è stato garantito nel corso di una telefonata tra il premier, Silvio Berlusconi, e il presidente della Commissione europea, Jose' Manuel Barroso. Al termine del tavolo il governo ha comunque chiarito che non tollererà una chiusura degli impianti prima dell'incontro riconvocato l'8 febbraio e che se ciò dovesse accadere si attivera' di conseguenza nei confronti della multinazionale.
Vittoriana Durante
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