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  07/03/2010 - Iglesias: miniere e memoria storica. Intervento di Fausto Bertinotti (di Laura Vargiu)


Grande partecipazione di pubblico ieri pomeriggio alla presentazione del libro fotografico “Miniere e Minatori. Il metallifero nel Sulcis Iglesiente e Guspinese”, svoltasi presso la sala conferenze dell’Archivio Storico ad Iglesias.
Un’occasione per parlare non solo di miniere e memoria storica in relazione a questo territorio, ma anche del mondo del lavoro e della crisi economica di questi tempi. Non a caso l’incontro s’inserisce nell’ambito della rassegna “Lavoro e Capitale” che si svolgerà fino alla fine del prossimo mese di maggio tra Iglesias e Carbonia; organizzata dalla Società Umanitaria della provincia in collaborazione con altre associazioni, tra cui ARCI Sardegna e Movimento Zero, tale rassegna, attraverso la presentazione di libri e la proiezione di film, offrirà momenti di discussione e riflessione su occupazione e tutto ciò che ruota intorno a questo tema.
All’appuntamento di ieri sono intervenuti Pierluigi Carta, sindaco della città di Iglesias, Pietro Tocco, responsabile dell’archivio dell’IGEA, Franco Uda, presidente regionale dell’ARCI Sardegna, Sandro Angioni, assessore regionale all’industria e, ospite d’eccezione, Fausto Bertinotti, ex segretario nazionale di Rifondazione Comunista.
Quest’ultimo ha sfogliato con interesse le pagine del volume presentato che racchiude al suo interno una preziosa raccolta di immagini, attraverso le quali è stato immortalato il mondo delle miniere nelle zone del Sulcis Iglesiente e del Guspinese. Un mondo fatto di quotidiane fatiche, lotte e rivendicazioni sullo sfondo di una natura ferita ma pur sempre generosa con l’uomo.
“La miniera è la vita: per noi lo è stata nel bene e nel male”, ha affermato il sindaco Carta parlando a nome di un territorio che non deve assolutamente perdere la propria memoria storica poiché soltanto su di essa si potrà costruire il futuro. L’importanza di conservare questa memoria, ricchezza delle comunità locali, è stata del resto sottolineata in tutti gli interventi.

Il materiale fotografico utilizzato per la realizzazione del libro è stato messo a disposizione, in particolare, dall’Archivio Storico di Iglesias e da quello dell’IGEA, la società d’'Interventi Geo Ambientali” a cui è stata affidata, come ha ricordato Pietro Tocco, la valorizzazione non solo dei siti minerari, ma pure quella del patrimonio storico-culturale attraverso la ricostruzione di vecchi archivi. Si tratta di un patrimonio immenso, nel quale le fotografie occupano un posto non certo di secondo piano.
Il presidente dell’ARCI Sardegna e l’assessore regionale all’industria hanno provveduto a rimarcare ancora meglio le difficoltà economico-occupazionali del momento attuale. Nelle parole di Uda, la Sardegna, già di per sé strutturalmente debole, “non ha dovuto aspettare la crisi per scoprire la crisi”. Quest’ultima ha finito per rappresentare un momento in cui sono arrivati al pettine una serie di nodi; tra questi vi è anche la chiusura di un gran numero di fabbriche, tirate su con i soldi pubblici, i cui dirigenti decidono all’improvviso di chiudere i battenti in un posto per riaprirli in un altro, ovviamente più conveniente sotto l’aspetto economico.
Le storie dei lavoratori però restano, tutte simili fra loro, con i propri drammi e lotte che, alla fin fine, sono i drammi e le lotte di un’isola intera. Dai dipendenti dell’ex Sardinia Gold Mining, la miniera d'oro di Furtei, a quelli della Rockwool di Iglesias, leader mondiale nella produzione di lana di roccia, che l’anno scorso ha deciso di trasferire l’attività in Croazia “salutando” frettolosamente, tramite una e-mail indirizzata al sindaco, circa 200 famiglie e tutto un territorio a cui è rimasto solo l’amaro in bocca.

E proprio i cassintegrati della Rockwool hanno avuto ieri un incontro con Bertinotti prima che questi si recasse all’Archivio Storico della città per la presentazione del libro. Prendendo atto di quanto è accaduto e accade, l’intervento dell’ex presidente della Camera dei Deputati ha posto l’accento sulla necessità di riprogettare il futuro e non rassegnarsi ad una condizione di vinti; riprendendo il titolo del libro del partigiano Nuto Revelli, “il mondo dei vinti” non è quello della miniera, ma quello di una “industrializzazione cieca e di rapina”.
Occorre chiedersi, secondo Bertinotti, quale tipo di sviluppo sia in grado di restituire un futuro a questa terra; a ciò devono rispondere le istituzioni, il cui accompagnamento risulterà determinante per il successo di un modello di comunità non arroccata e chiusa in se stessa, ma aperta e pronta a percorrere un cammino diverso con spirito d’esplorazione.
In questa Sardegna – ci si deve infatti domandare – è possibile intraprendere un nuovo cammino paragonabile all’avvio delle miniere, ossia un nuovo inizio? È necessario pertanto, utilizzando una metafora, tirar fuori un nuovo carbone da questo territorio fatto di storia, natura, cultura e, ovviamente, persone.

Laura Vargiu


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