14/03/2010 - Un commento alla manifestazione del Centro-Sinistra cagliaritano contro il Governo (di Emanuele Armeni)
Con lo slogan “Per la democrazia, la legalità e il lavoro. Sì alle regole, no ai trucchi' una folla pacifica e gioiosa, per quanto si possa essere felici in questo periodo di “dittatura gelatinosa”, ha invaso ieri la piazza del Carmine a Cagliari. Nonostante il freddo, che fosse di sabato pomeriggio, fatti che notoriamente ostacolano la partecipazione, la piazza era gremita e piena di bandiere. Non ci sono stati interventi dei leader del Centro-Sinistra sardo o di rappresentanti della società civile e dell’associazionismo. Si è lasciato lo spazio alle immagini della grande manifestazione di piazza del Popolo a Roma che scorrevano nel maxi schermo.
In quel contesto sono intervenuti i maggiori esponenti dell’opposizione del Centro-Sinistra nazionale contro il Governo in carica.
La miglior definizione di quella piazza l’ha data Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica: “La piazza del Popolo di ieri pomeriggio era gremita e ribollente di passione, di senso di responsabilità e insieme di rabbiosa indignazione.”
Un pregevole lavoro è stato fatto dai volontari di YouTg.net che con il loro “Melafonino” mandavano in streaming audio/video, direttamente a Roma, le interviste alle persone presenti in piazza.
La legalità al centro di tutto, le leggi regolano la forma che diventa sostanza e che va rispettata. L’incapacità a presentare una lista, dalla quale è poi disceso il famigerato decreto così detto “salvaliste”, dovrebbe porre dei seri quesiti endogeni a chi ha commesso l’errore. Il deposito di una lista è il primo atto ufficiale di un partito, una coalizione che intenda governare.
Forse la prossima volta andrà direttamente il capo del Governo a fare la fila per depositare le liste nei termini giusti, ma soprattutto compilate a dovere.
Per fortuna i tribunali sono ancora un baluardo a questa tracimazione antidemocratica.
Emanuele Armeni
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